Primo soccorso e outdoor

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Primo soccorso e outdoor

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Nell’esperienza quotidiana cittadina si hanno a disposizione le più moderne e collaudate procedure di primo soccorso in caso di infortunio o malessere, che spaziano dall’automedicazione con presidi reperibili in farmacia all’accesso al pronto soccorso cittadino direttamente o tramite l’ambulanza. Questa situazione di agio sociale, che assolutamente non è da dare per scontata, ci permette di stare tranquilli a casa nostra senza preoccuparci troppo di ciò che ci potrebbe accadere.

Diversa situazione si vive all’aria aperta, in mezzo alla natura o in tutti posti in cui viene meno l’assistenza cui siamo abituati: qui siamo costretti a fare i conti anzitutto con un ambiente in cui aumentano le probabilità di farci male; secondariamente a ciò, bisogna considerare che in luoghi impervi problematiche considerate banali in ambito cittadino (non è necessario rompersi un osso, basta una distorsione con difficoltà a camminare o anche un attacco di diarrea) possono trasformarsi in situazioni molto poco piacevoli che se ci colgono impreparati diventano rischiose per la vita stessa. Senza essere catastrofisti ma realisti, ci basti pensare a cosa succederebbe se dopo aver bevuto acqua contaminata ci trovassimo sul calar del sole ad affrontare un attacco di diarrea acuta: impossibilitati a muoverci, con i soccorsi che hanno difficoltà ad attivarsi di notte con l’elicottero, dovremmo affrontare l’attesa in un riparo di fortuna, disidratati e con ogni probabilità non attrezzati per l’evenienza. Freddo, ingente disidratazione e perdita di sali minerali possono mettere a serio rischio la vita di una persona, oltre a non essere piacevoli di per sé. Ovviamente si tratta di un esempio-limite, ma è creato appositamente per sottolineare come evenienze banali a casa nostra non lo sono altrettanto al di fuori: per questo motivo bisogna perlomeno sapersi attrezzare contro evenienze che siamo tutti in grado di affrontare autonomamente. Nessuno infatti si aspetta che su una infezione intestinale si intervenga arbitrariamente, da non medici, con una cura antimicrobica o una avanzata terapia di supporto, tuttavia il purificare l’acqua che si beve, l’avere a portata un farmaco indicato per la diarrea acuta e una coperta isotermica per limitare condizioni favorenti l’ipotermia in attesa dell’arrivo dei soccorsi se necessari, sono soluzioni d’emergenza che, sperando nella necessità di non utilizzarle, possono essere un utile supporto se correttamente attuate.

Premesso ciò, riporto qui di seguito una lista di ciò che porto con me per le escursioni, in un astuccio di ragionevoli peso e dimensione, allegandovi brevi descrizioni per alcuni presidi. I disinfettanti proposti, ognuno con le sue caratteristiche, sono contenuti in provette comprate in farmacia, sterili, con il tappo a vite, in cui ho versato la quantità desiderata del disinfettante.

  • Fiala di Amuchina: disinfettante per uso esterno, non direttamente su cute lesa, utile eventualmente per la potabilizzazione dell’acqua **
  • Fiala di Betadine: disinfettante iodato utilizzabile su cute lesa, personalmente il mio preferito per la potabilizzazione dell’acqua **
  • Fiala di acqua ossigenata: utilizzabile su cute lesa, utile in caso di ferite “sporche” (le bollicine che si formano tendono a smuovere la sporcizia)
  • Coperta isotermica: sono vendute in negozi di escursionismo, possiedono un lato argentato e uno dorato; lato dorato fuori –> calore verso l’interno, lato dorato dentro —> calore verso l’esterno. Utile nel caso in cui una persona infortunata, a terra e immobile, sia a rischio di ipotermia.
  • Steristrip: sono dei cerotti molto adesivi, appositamente ideati per le ferite da taglio; sostituiscono ago e filo per semplici suture.
  • Rasoio usa e getta: sui peli gli steristrip non fanno molta presa…
  • Garze sterili: per medicazioni, unico presidio che può stare a diretto contatto con la cute lesa. N.B. Una garza qualunque imbevuta di disinfettante NON è sterile.
  • Cerotti per vesciche
  • Benda elastica: per fasciature più o meno compressive in caso di distorsioni o intorno alla garza sterile nelle medicazioni.
  • Benda triangolare in tessuto non tessuto(x2): i campi di utilizzo sono praticamente infiniti, vedi allegato pdf.
  • Spille da balia: per fissare bendaggi
  • Cerotto adesivo in foglio: sono venduti in rotoli in farmacia (non quelli già medicati), se ne tagliano due pezzi di ragionevoli dimensioni.
  • Pennarello: in caso di puntura di zecca, dopo l’estrazione, tenere sotto controllo il luogo di puntura cerchiandolo e rivolgersi al medico se si notano arrossamenti in espansione o non remittenti oppure febbre.
  • Sacchettini: non lasciamo immondizia in giro…
  • Siringhe (x2): niente iniezioni, servono per “spruzzare” il disinfettante delle provette sulle ferite o sulle garze. N.B. Non usare la stessa siringa per due disinfettanti diversi!
  • Rotolo di cerotto: taping per dita, fissaggio medicazioni, ecc.
  • Soluzione fisiologica in fiale di plastica (2-3): anche qui niente iniezioni, è utile per il lavaggio degli occhi.
  • Preservativo: non si sa mai cosa la foresta ci serba, ma è utile anche per il trasporto di acqua/laccio emostatico.
  • Forbici: piccole vanno benissimo, per tagliare su misura garze ecc.
  • Pinzette: quelle con la punta sottile, utili per la rimozione di corpi estranei ma anche zecche.
  • Laccio emostatico: utilizzarlo SOLO in caso di emorragie ingenti e incontrollabili tramite bendaggio compressivo (arrotolare una o più compresse di garza, posizionarla sul punto di sanguinamento esercitando una certa pressione e fasciare il tutto stretto abbastanza per fermare l’emorragia; non rimuovere la medicazione per valutare lo stato della ferita, ci pensano poi i soccorritori che nel frattempo avete sicuramente chiamato) o su indicazione telefonica del personale sanitario.
  • Salviette disinfettanti (Citrosil): per disinfezione di piccole ferite.
  • Cerotti vari: già medicati, per piccoli tagli, abrasioni, ecc.
  • Guanti monouso: non sterili, servono per proteggere chi fa le medicazioni.
  • Istruzioni: dosaggi di disinfettanti per la potabilizzazione, numeri utili, il proprio numero di cellulare, illustrazioni dei principali bendaggi…

Passando alla sezione farmaci premetto che è senza dubbio consigliabile portare con sé SOLAMENTE farmaci che già sono stati utilizzati in precedenza onde evitare spiacevoli reazioni per allergie non note. È indispensabile informare il vostro medico, anche telefonicamente, su ciò che vi accingete a portar dietro, soprattutto in caso già prendiate delle medicine con le quali tali farmaci potrebbero dare reazioni avverse.
Qui di seguito vi menziono quali sono i farmaci che porto sempre con me: di solito non porto l’intera scatola, ovviamente, ma una parte del blister appositamente tagliata (in modo da avere autonomia sufficiente per una giornata secondo le indicazioni del medico/del bugiardino) e su cui ho scritto con un pennarello il nome del farmaco e la data di scadenza.

IMPORTANTE: Siate curiosi oltre che affezionati alla vostra salute, leggete il bugiardino prima di portarvi dietro dei medicinali!

  • Buscopan: trattamento sintomatico delle cosiddette “coliche intestinali” o “mal di pancia”;
  • Maalox plus: antiacido, trattamento dei “bruciori di stomaco”;
  • Tachipirina: antinfiammatorio con spiccato potere antipiretico, utile in caso di febbre;
  • Ibuprofene (Brufen, Moment, …): altro antinfiammatorio di cui risalta il potere analgesico (personalmente lo uso per il mal di testa);
  • Loperamide (Imodium, …): antidiarroico.

Ovviamente a questi farmaci potete sostituire quelli che utilizzate solitamente per le stesse finalità; ho riportato nomi commerciali a scopo indicativo, il farmacista vi saprà meglio consigliare e indicare gli equivalenti generici così da farvi risparmiare qualche euro…
Questa lista è l’essenziale farmacia che secondo me ogni persona previdente dovrebbe portare con sé, poi lungi dal volersi sostituire ai consigli del proprio medico curante: in particolare, è bene – soprattutto se l’intenzione è di visitare zone al di fuori del nostro paese è comunque di cui non si conoscono i rischi sanitari – contattare il proprio medico che a questa lista aggiungerà altri farmaci per cui sono necessari la ricetta medica e precise indicazioni su quando e come usarli (antibiotici, antimalarici, ecc…).

Detto questo, sperando che non dobbiate mai arrivare ad aprire il vostro nuovo kit di primo soccorso se non per sostituire ciò che è ormai scaduto, vi auguro delle appassionanti esplorazioni!




 

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"Chi solo sa cosa osservare sa solo cosa vedere per capire"