Placanica Cave Project 2012

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Placanica Cave Project 2012

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Dopo due intense settimane termina il Placanica Cave Project.

Questo progetto pilota ha visto la collaborazione sinergica tra Geographical Research Association, l’Associazione Culturale Pangea e il Gruppo Speleo C.A.I. di Feltre, ospitati dal comune calabrese di Placanica (RC) che, oltre a fornire un’adeguata base operativa e i dovuti approvvigionamenti, ha accolto tutti i membri della spedizione con entusiasmo e grande voglia di collaborare.

Il team era composto da Michael Bolognini (Presidente di GRA), Stefano Moroni (Ingegnere Matematico di GRA), Roberto Moroni (Ingegnere Ambientale di GRA), Lorenzo Labate (Responsabile GRA Calabria), Ivan Minella (Archeologo, Presidente di Pangea), Diego Marin (Fisico, Pangea), Erik Schievenin (Geologo, Pangea), Stefania Piedigace (Archeologa, Pangea) e la squadra speleologica del CAI di Feltre formata da Omar Canei (responsabile del Soccorso Speleologico del Veneto), Lafranco Sbardella, Roberto Zatta, Stefano Da Mutten e Antonio Mazzaglia.

Sul luogo, nella prima settimana, si è occasionalmente aggiunto il fotografo e guida locale Luigi Briglia, mentre nella seconda settimana è toccato a Pasquale Pacilè assolvere al dovere di fotografo ufficiale.

Ad aiutarci nell’impresa si sono offerti spontaneamente i placanichesi Pasquale Clemeno, che ha fatto da guida nei luoghi più impervi grazie alla sua esperienza di cacciatore, Gabriele Demasi ed Ethel Zucco, due giovani promesse nel campo delle esplorazioni.

Il progetto, incentrato sulla ricerca e l’esplorazione delle cavità naturali di cui il luogo è particolarmente ricco, intendeva valorizzare, rendere note e fruibili le risorse che il territorio offre, rivolgendosi soprattutto agli stessi abitanti della zona.

Unitamente ad esso, è stato abbozzato un progetto di sviluppo turistico, sulla base delle attività svolte durante la nostra permanenza, cogliendo i vari input su eventuali opportunità soprattutto nel campo dell’educazione ambientale ed escursionistico. Lo sviluppo sarà affidato al Comune stesso e ai soggetti che vorranno credere in questo territorio ad alto potenziale. Placanica offre altresì importanti possibilità per gli appassionati di storia e di enogastronomia.

La partenza del progetto risale al settembre 2011, quando i responsabili del Gruppo Pangea, sempre insieme agli Speleologi del C.A.I. Feltre e a Michael Bolognini di Missione Avventura si recano a Placanica su invito di Alfonso Carè, esperto ed appassionato di questi luoghi e della loro storia. Esplorate la Grotta dello Schiavo, la Grotta delle Fate e la Grotta dei Re, appare chiaro che il territorio offre diverse opportunità che non possono essere lasciate sfuggire.

Inizia quindi una collaborazione e un contatto tra la nascente Geographical Research, che nel frattempo apre anche una sezione in Calabria, e il Comune di Placanica. Questa collaborazione ha portato alla nascita del progetto, che oggi è diventato una realtà, ampiamente superando le aspettative che erano state prefissate.

Placanica Cave Project ha beneficiato di una “struttura a maglie larghe” su cui ogni gruppo ed ogni singolo componente del team ha potuto (e potrà) sviluppare il proprio ruolo ed i propri interessi. Oltre alle attività prettamente legate al progetto, infatti, abbiamo potuto perseguire, unitamente ad una reciproca conoscenza in termini di competenza professionale e (specialmente) in ambito umano, anche dei piccoli “side projects” che hanno permesso a diversi sotto-gruppi di ampliare le possibilità offerte dalla permanenza nella Calabria jonica. Questi progetti paralleli sono stati descritti nei resoconti giornalieri assieme alle altre attivitá svolte.

Ogni giorno è stata infatti eseguita una documentazione completa delle operazioni svolte dalle squadre di ricerca, comprendente materiale audio-video e fotografico, relazioni e rilievi, che alla fine del progetto sono stati consegnati in copia al Comune per un utilizzo condiviso. I materiali immediatamente utilizzabili sono stati subito elaborati e pubblicati sul web alla pagina Facebook www.facebook.com/PlacanicaCaveProject sotto forma di album fotografici e sul canale Youtube di GRA www.youtube.com/user/GeographicalOfficial sotto foema di videoreport. Le introduzioni ai vari report quotidiani sono state registrate ogni sera all’interno del castello medievale di Placanica e poi montate per essere disponibili il giorno successivo.

Diario esplorativo

29 luglio – Primo giorno di attività di Geographical Research, dopo l’arrivo degli altri Gruppi (Pangea, CAI). Il gruppo speleologico in particolare ha iniziato l’esplorazione lungo il torrente Precariti alla ricerca di grotte ed anfratti di interesse rilevante. Si è prestata particolare attenzione alle diverse tipologie di strati rocciosi per individuare l’andamento dei trascorsi geologici al fine di intuire la possibilità di formazione di faglie che in questi casi possono dare origine a cavità naturali.

30 luglio – Durante il secondo giorno di esplorazioni, il team è stato suddiviso in due gruppi che hanno operato in due zone distinte. Il primo gruppo ha proseguito la ricerca lungo il tratto superiore del fiume Precariti, giungendo finalmente alla Grotta del Prete. Qui sono stati rilevati importanti indizi di interesse archeologico: un covolo a circa 10 metri di quota dall’alveo fluviale, con tracce di nerofumo e di legno carbonizzato; un riparo dall’accesso impervio che costituisce un’ottima difesa naturale e al contempo un buon punto di osservazione. La restante parte del team invece è stato impegnato in località Antistilo ove una strettissima fenditura nella roccia, da cui fuoriesce aria fredda, celava una difficile ma interessantissima faglia che produce una grotta di diverse decine di metri di profondità, alla quale i nostri speleologi hanno deciso di dedicare più tempo nei prossimi giorni.

31 luglio – Terza giornata esplorativa per il team del Placanica Cave Project, anche in questa occasione suddiviso in due gruppi esplorativi. Il gruppo speleo ha completato i rilevamenti e l’esplorazione della fenditura in località Antistilo, rivelatasi molto profonda ma anche parecchio pericolosa anche per i più esperti, data la natura franosa della faglia da cui ha avuto origine. Il secondo gruppo ha invece effettuato il rilievo completo della Grotta dei Re, sul monte Gallo. In prossimità della cima del monte sono state rilevate numerose altre cavità che verranno esplorate approfonditamente e censite nei giorni successivi.

1 Agosto – Il team ha esplorato le nuove grotte sul monte Gallo, effettuando i rilievi necessari e “battezzandole” con nomi differenti: “Grotta Serena”, “Grotte Gemelle” e “Grotta Punta”. La “Grotta Serena” è una grotta “morta”, dove l’attività idrologica di paracarsismo è terminata da molto tempo, lasciando concrezioni bianchissime e piccoli stalattiti. Tramite uno stretto passaggio, l’anfratto si congiunge ad una delle “Grotte Gemelle” tramite uno stretto pertugio che segue una faglia diagonale, lungo la quale per proseguire gli speleo hanno avuto bisogno di utilizzare l’attrezzatura specialistica. Al contrario il primo ingresso non presenta particolari difficoltà. I due sottogruppi del team speleo, proseguendo in entrambe le grotte, si sono ricongiunti in una camera ad anello che si trova al centro del complesso sotterraneo.

Un piccolo gruppo è invece partito per una “side-mission”. Siamo stati infatti invitati a Girifalco a casa del Professor Salvatore Tolone Azzariti, possessore di una collezione privata di reperti unica al mondo. La collezione, che consiste in più di 800 pezzi, è abbastanza diversificata, tanto da contenere elementi provenienti dal neolitico sino ad elementi tardo-medievali. Se l’originalità dei pezzi più interessanti, che sono stati a suo tempo dichiarati “falsi” dalla Soprintendenza, venisse riconsiderata,si potrebbe attestare la presenza di un’antica civiltà tuttora sconosciuta lungo la lingua di terra che separa il Mar Jonio dal Mar Tirreno, nel punto di minima larghezza della penisola Calabrese.

Il Professor Tolone, scherzosamente ammettendo che i reperti sono “falsi già da diecimila anni”, suppone che tale civiltà possa essere quella dei Faiakes (Feaci), il popolo di cui si parla nel poema Omerico dell’Odissea. Altre teorie, ben più azzardate, ne attribuiscono l’origine ai cosiddetti “Popoli del mare” legandole ad altri luoghi in Calabria e nel Mondo in questo popolo avrebbe avuto delle colonie. Questo, tra le altre cose, è il motivo che ha originato l’interesse di alcuni componenti del team per tali reperti ed, in un certo senso, il motore dal quale si è poi avviato il Placanica Cave Project. Abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano i reperti ed è stata girata anche un’intervista esclusiva. Ci sarebbe tanto altro da dire sulla storia della famiglia Tolone e sui trascorsi degli 800 anni di “memorie” che tra documenti e tradizione orale sono a disposizione del nostro amico (che ringraziamo di cuore per la sua ospitalità e disponibilità) ma per ora è meglio proseguire con il nostro diario di viaggio.

2 Agosto – L’esplorazione si è estesa all’Altopiano di Rufo, dove l’intero team, dopo aver superato un dislivello di oltre 500 metri, si è diviso in piccoli gruppi per ispezionare a tappeto il vasto territorio. Resti di muri a secco per la divisione dei campi, piccoli tumuli di origine e destinazione ignota e paesaggi mozzafiato hanno caratterizzato le ricerche, che seppur poco produttive per i nostri scopi ci hanno regalato intense emozioni visive.

3 Agosto – In data odierna il team speleo ha esplorato le guglie al di sotto dei Piani di Rufo e la “Grotta dello Schirivicchio” (grotta dello Scorpione). Quest’ultimo è un enorme antro di roccia, che potrebbe essere stato utilizzato come riparo. Una nuova “side-mission” si è lanciata alla ricerca dell’abbazia di Monsalvato, su una pista che sfiora il cammino di Re Artù e il mito del Graal. Le prime ricerche portano a Gerace, dove si scopre che una piccola chiesetta (del Monserrato), fondata da monaci basiliani nel X secolo d.C., nasconde delle catacombe. Proseguendo nella scoperta della roccaforte normanno-bizantina si è giunti alla scoperta che alcuni simboli gnostici si nascondono tra le mura delle chiese principali.

4 Agosto – Le esplorazioni sono proseguite in località Antistilo, dove sono stati trovati altri anfratti poco accessibili ed ugualmente pericolosi, nonché collegati alla stessa faglia scoperta dalla cavità ritrovata a bordo strada.

In serata è stato organizzato un “Gran galà” nella piazza del Municipio: una presentazione del progetto, dei team e di quanto prodotto nella prima settimana. Negli intermezzi ai video-report, che sono stati video proiettati su un palco, è stata data la parola ai rappresentanti delle tre associazioni che hanno potuto spiegare cosa è stato fatto durante questa prima fase del progetto. Le immagini hanno entusiasmato i presenti ed offerto possibilità di scambio di opinioni e ringraziamenti, in particolare a tutti coloro che ci hanno accompagnato ed accolto come in una famiglia.

Terminano qui le esplorazioni con il team al completo: il 5 Agosto infatti i gruppi Pangea e C.A.I. Feltre ritornano alle loro latitudini più elevate, mentre il team di GRA si riorganizza, acquisendo nel giorno successivo un nuovo elemento del Geographical Research sez. Calabria: Pasquale Pacilè, il quale si occuperà nei successivi giorni del trattamento del materiale fotografico prodotto.

Nella seconda settimana Geographical Research ha allestito uno stand ai margini dell’evento organizzato dal Comune di Placanica “Borgo in Fiore”. Durante l’evento sono state proiettate le foto e i video prodotti nell’arco della prima settimana ed ovviamente illustrate le attività del progetto e le finalità dell’associazione: abbiamo più spazio per qualche divertimento in più. Sono state infatti allestite delle dimostrazioni speleologiche nei pressi dello stand, che hanno attirato molti visitatori.

L’8 Agosto è stata effettuata e documentata l’esplorazione di un antico acquedotto sottostante la cittadina. L’acquedotto attraversa due strati differenti di roccia, in particolare uno strato di tipo sedimentario nella parte più interna che difatti presenta una frana di notevoli dimensioni che ostruisce il passaggio, in origine molto più profondo. Sulle pareti sono state ritrovate meravigliose concrezioni calcaree dai toni perlacei e, sul fondo della grotta, sono state ritrovate pietre calcaree levigate a formare sfere quasi perfette.

Il 9 Agosto, in mattinata, veniamo accompagnati dal nostro locandiere di fiducia, Antonio Raschellà, nei comuni circostanti Placanica. La visita fugace ai borghi di Stilo, Stignano e Bivongi è molto stimolante. Al telefono Diego Marin ci dà nuove informazioni sulla basilica del Monsalvato (oggi San Giovanni Therestis), e nuovi interrogativi: Perché i monaci basiliani che l’hanno costruita hanno battezzato questa chiesa con lo stesso nome del castello del Graal? Perché gli stessi monaci hanno rappresentato il Graal e re Artù nel maestoso mosaico di Otranto? Effettivamente qualche particolare strano ci incuriosisce, dal momento che nelle vicinanze del Monastero ne troviamo un altro dalle sembianze di un Castello, il “Monastero dei Dodici Apostoli”, ora in rovina. Voliamo con la fantasia e nel frattempo giungiamo sul Monte Stella, dove un santuario ipogeo dedicato alla Vergine ricorda un tempio dedicato alla Grande Madre. Rimaniamo impressionati dalla quantità di storia e mistero concentrati in così pochi chilometri: ci sarebbe materiale per andare avanti all’infinito.. Ma tra pochi giorni il Placanica Cave Project giungerà al termine!

Nella serata finale del 10 agosto, sullo sfondo di una Placanica illuminata da migliaia di candele, Michael effettua un’ulteriore dimostrazione di discesa e risalita con corda di sicurezza di fronte alla platea riunita per lo spettacolo finale del Borgo in Fiore.

Nel frattempo il team ha voluto coinvolgere direttamente alcuni abitanti nell’emozione della scoperta, guidando un gruppo di ragazzi e ragazze all’interno dell’acquedotto, in condizioni di sicurezza, ed organizzando nelle giornate dell’11 e 12 agosto due escursioni serali alla Grotta dei Re e alla “nuova” Grotta Serena.

Nella mattinata del giorno 11 tutto il Team sistema il sentiero e l’accesso alla Grotta Serena, creando scalini di pietra nel percorso, ripulendolo e segnandolo con “omini” fatti di sassi in equilibrio.

Le escursioni hanno avuto molto successo, contando nei due giorni oltre 80 abitanti di Placanica che hanno voluto scoprire le meraviglie del proprio territorio in un’atmosfera inusuale sotto il notturno estivo. Il secondo giorno partecipano alle escursione anche il Sindaco di Placanica Mario Clemeno e Alfonso Carè. Dopo i suggestivi racconti ed aneddoti sulla Grotta dei Re e sulle leggende che circondano questi luoghi, lasciati indisturbati i piccoli e inquietanti abitanti delle grotte (scorpioni d’acqua ad esempio), ceniamo al sacco e ritorniamo a dormire un’ultima notte a Placanica, prima della partenza.

Placanica Cave Project è stata un’esperienza completa, ricca di emozioni, che ha coinvolto tutti noi così come il popolo di Placanica. Un progetto unico nel suo genere, che speriamo possa ripetersi nuovamente nello stesso spirito, qui o in altri luoghi. Un ringraziamento a tutte le persone meravigliose che ci hanno sostenuto ed hanno creduto in noi!





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"Chi solo sa cosa osservare sa solo cosa vedere per capire"