IL MOSTRO DEL GARDA

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IL MOSTRO DEL GARDA

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Tratto da www.teses.net

Il lago di Garda nasconde molti misteri, anfratti, canyon e anche gallerie artificiali nascoste dalle acque del lago.
Di recente si è tornato a parlare di un’altra leggenda legata all’ampio bacino idrico, la presenza di un mostro acquatico. A parlare di questo fatto si è mossa anche la troupe di Mistero, con un servizio capitanato da Marco Berry e che vedremo nella settima edizione del programma. Ad accompagnarli c’era il ricercatore e collega Armando Bellelli.

A me interessano molto i misteri e le leggende, mi piace cercare di comprenderli, di trovare una spiegazione razionale o scientifica, o almeno scartare le teorie che non possono essere confermate. Con questo approccio che mi sono rivolto all’amico Armando, per saperne di più, per capire. Ciò che vi offro oggi è una chiaccherata tra amici, con il sapore di un’intervista.

1) Armando, cosa si dice, storicamente, su questi avvistamenti?

La storia del cosiddetto “mostro” del Garda è molto più antica di quanto si pensi, per quanto poco nota oltre i confini rivieraschi. La sua storia “antica” è più documentata del ben più noto cugino scozzese di Loch Ness. Storici e naturalisti come il Grattarolo o il Coronelli ne parlarono nel corso dei secoli, a partire dal ’500. Si racconta infatti di come i monaci che soggiornavano nel monastero situato sull’isola Borghese non avessero il coraggio di avvicinarsi all’acqua, per il terrore di mostruose e gigantesche creature acquatiche che abitavano oscuri cunicoli sommersi. Si narra anche di studiosi che provarono ad indagare su quei grossi animali, ma spaventati anche loro a morte, rinunciarono.

Oltre alle fonti storiche, vi sono le decine, forse centinaia di racconti di grossi pesci o di animali sconosciuti avvistati da varie persone nel corso del tempo. Spesso e volentieri semplici paridolie, in altri casi chissà.

L’avvistamento più famoso ed eclatante avvenne nell’agosto del 1965 presso la baia delle Sirene. A decine videro una grosso animale, simile ad un serpente, nuotare placidamente nelle acque.

Dopo di che gli avvistamenti continuarono negli anni, si pensò alla presenza di enormi siluri o di pesci di grandi dimensioni nel bacino, ma non ottennero mai attenzione o visibilità come a Loch Ness.

2) Che testimonianze di prima mano hai raccolto, nel corso della tua indagine?

Da ricercatore non ho mai pensato all’esistenza di un plesiosauro o di chissà quale altro fantasioso animale preistorico. Ma da curioso qual sono non potevo ignorare i testi antichi che parlavano di queste strane creature lacustri, le cronache anche recenti, i racconti della tradizione. Tutto cominciò scrivendo un articolo di natura storica per il giornale con cui attualmente collaboro, il “Corriere del Garda”. L’articolo ebbe un insperato successo e venni contattato da parecchie persone che avevano da raccontarmi qualcosa sul “mostro”. Avvistamenti passati e odierni, dicerie, racconti della nonna etc… Quasi tutti con informazioni interessanti, ma spesso e volentieri queste persone desideravano rimanere nell’anonimato. Sfortunatamente esiste un comportamento diffuso di attacco e denigrazione di chi ha il coraggio di affermare di aver visto qualcosa di strano nel lago. Frasi come ”era ubriaco” o ”matto come un cavallo” hanno trattenuto molte persone dal parlare.

Tra le persone che mi contattarono c’era però un gruppo di eccellenza, i Deep Explorers: professionisti della subacquea e delle ricerche abissali attivi da molti anni, con un’impressionante curriculum di ricerche svolte e una fama di grande serietà. L’incontro con loro e con il loro presidente Angelo Modina, che poi si trasformerà in collaborazione e amicizia, fu di eccezionale importanza per ciò che mi rivelarono.
3) Tu conosci molto bene come la penso su certi temi. Realisticamente che cosa può essere? Un grosso pesce? Un siluro, forse uno storione?

Come accennato prima, ritengo decisamente improbabile l’esistenza di plesiosauri o simili. Ma è possibile che nel Garda vi siano pesci di grande dimensioni. Specie d’acqua dolce come storioni o siluri, che sappiamo essere presenti nel lago, possono raggiungere dimensioni davvero ragguardevoli, ”mostruose”, di diversi metri. Ricordo l’avvistamento di un siluro smisurato a largo di Gargnano di oltre 5 metri, nel 2001, ne parlarono i giornali di allora. O potrebbe esistere qualche rara sottospecie poco conosciuta di qualche altro pesce. Naturalmente è solo un ipotesi che non ne esclude altre ancora in fase di vaglio.

4) Esiste qualche documento scientificamente inattaccabile sulla sua esistenza, o comunque di qualche cosa di anomalo che dimora nel lago?

Tornando all’incontro coi Deep Explorers, questi mi riferirono di strane e continue anomalie cui erano andati incontro nel corso del tempo. In parecchie occasioni il sonar aveva rivelato un’enorme sagoma in movimento, ma più la barca si avvicinava, più il segnale si allontanava. Si decise quindi di far passare il Side Scan Sonar, una sorta di siluro silenzioso attaccato ad un cavo lungo 600 metri, sulla zona oggetto d’indagine. Probabilmente quel “qualcosa” era disturbato anche dal rumore del motore del rover.

Beh.. il risultato fu il rilevamento di una sagoma che mi lasciò a bocca aperta (e mi lascia tuttora). Qualcosa di veramente particolare ed impressionante. Insieme ad altri strani indizi. Verrà resa pubblico nel corso del servizio di Mistero.

5) Come procederanno le indagini? Cosa servirebbe per fare luce su questo enigma?

Il lago di Garda è smisurato. Al suo interno vi sono vallate e canyon sommersi fino a ben 370 m di profondità. I suoi abissi ospitano relitti di navi da guerra, aerei, mezzi anfibi e chissà cos’altro ancora.

E’ molto, molto più esteso del piccolo lago di Loch Ness.

La ricerca si presenta così davvero difficoltosa, ma si andrà avanti, con l’utilizzo di sonar, ecoscandagli e ROV, i cosiddetti “robot subacquei” in grado di filmare e documentare gli abissi. Sappiamo che altri ricercatori, che vogliono rimanere anonimi, hanno rilevato anomalie molto simili sempre oltre i 200 mt di profondità, esattamente come i Deep Explorers. Un punto di partenza. Pochi dati, ma meglio di niente. Noi continuiamo le ricerche e che la fortuna aiuti gli audaci!




 

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