Visoko Expedition 2013 – Geographical Research in Bosnia

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Visoko Expedition 2013 – Geographical Research in Bosnia

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piramide del sole

BUSTO ARSIZIO (VA) – Dalla foresta tropicale del Congo alle piramidi bosniache. Un’altra importante missione appena conclusa va ad arricchire il bagaglio di Geographical Research Association, il gruppo, con base a Busto Arsizio, che si occupa di esplorazione a 360°. Infatti, mentre il presidente Michael Bolognini era in partenza per il Congo per un importante progetto umanitario e scientifico della durata di quatto mesi, due studiosi di Gra – Diego Marin, fisico responsabile della spedizione, e Michele Bussi, archeologo – sono stati in Bosnia, alla scoperta delle misteriose “Piramidi di Visoko”, presenti all’interno dell’omonima Valle, nella zona di Sarajevo.

L’esplorazione, svoltasi dall’1 al 4 maggio, insieme al Gruppo Speleologico CAI di Feltre e alla Scuola di Speleologia “Ennio Gherlizza” del CAT di Trieste, è stata coadiuvata dalla fondazione “Bosnian Pyramid of the Sun” di Semir Osmanagić. Nello specifico, il gruppo ha potuto analizzare la “Piramide del Sole”, la “Piramide della Luna”, quella del “Drago”, “Amore” e “Madre Terra”. Inoltre, l’attenzione dei giovani esploratori è caduta anche sui tunnel di Ravne, a tre chilometri da Visoko, e le leggendarie “sfere gypsy”, presenti sempre nei pressi della Valle.

LE PIRAMIDI DI VISOKO

“Nei 4 giorni della nostra permanenza a Visoko abbiamo potuto esaminare le cosiddette piramidi da svariate angolazioni, constatando come la forma piramidale sia evidente da pochi punti di osservazione, mentre da altre direzioni si riscontra la classica forma collinare “ad ombrello”, di pendenza variabile con l’altezza. – queste le rivelazioni del responsabile dell’esplorazione – Cade così del tutto il proclama di Osmanagic che sostiene l’allineamento delle facce ai punti cardinali e la loro inclinazione costante. Oltretutto non esiste una chiara superficie liscia su cui basare le misurazioni: le “piramidi” sono ricoperte da abbondanti strati di deposito in cui si aggrappa la boscaglia, e le poche aree dove spuntano i cosiddetti blocchi sono abbondantemente dissestate. Quest’ultimi perlopiù non dimostrano alcun criterio di taglio e accostamento. Le spaccature lungo linee rette sono riconducibili a moti sismici e le stesse sono evidenti in altre colline della zona. Si può dire altrettanto per i blocchi sul tumulo di Vratnica (a 4 km dalle piramidi). Una possibile eccezione è il “pavimento” del sito “SONDA 21” sulla Piramide della Luna, dove i blocchi sono talmente omogenei da far supporre una qualche sistemazione umana”.

Da qui, la conclusione di Marin. “Malgrado il nostro entusiasmo, e la fiducia che avevamo concesso alla Fondazione, non abbiamo altra scelta che condividere l’affermazione del mondo accademico secondo cui “questa è una frode crudele nei confronti di un pubblico fiducioso e non trova posto nel mondo della vera scienza” (dichiarazione dell’Associazione Europea degli Archeologi, 11 Dec 2006). Come questa farsa sia sopravvissuta per 8 anni è difficile da comprendere. Tutte le indagini scientifiche hanno infatti concluso che le “piramidi” non sono altro che formazioni naturali e non c’è traccia in esse di intervento umano”.

scritte

TUNNEL DI RAVNE

Oltre alle “piramidi”, poi, il team ha esplorato i “Tunnel di Ravne”, abitati dal popolo dei Vinca, attorno al 3.500 a.C. Si tratta di “un sistema ipogeo che si sviluppa per decine di chilometri attraverso un tenero conglomerato di ghiaia e argilla. – spiega Marin – In condizioni normali un materiale così friabile non avrebbe permesso la sopravvivenza dei tunnel, a causa dei facili crolli che nel giro di qualche secolo avrebbero riempito completamente i passaggi. Nel caso in ques

tione sono però evidenti numerosissimi muretti di rinforzo costruiti con argilla e sassi di fiume, i quali potrebbero giustificare una più lunga

conservazione dei tunnel, forse millenaria”. Qui, il team ha analizzato – tra gli altri – un masso piatto dalla superficie liscia (130 x 80 cm) sulla quale sono incisi 33 caratteri compatibili con la scrittura dei Vinca, simili a quelli ritrovati a Tuzla, Gornja Tartaria (near Salisteia, Romania) e Gradeshnitsa (Bulgaria).

sfera

SFERE GYPSY

Inoltre, non molto lontano da Visoko sono state rinvenute numerose sfere di pietra scolpite da mano umana o, come narra la leggenda “proiettili appartenuti a visitatori dallo spazio”: “Molte di esse non si discostano dalla perfetta sfericità per più di qualche cm” rivela il responsabile dell’esplorazione.

Clicca questo link per visitare la scheda ufficiale della Visoko Expedition e qui per scaricare la relazione completa della spedizione.

EXPEDITION CONGO 2013

Intanto, prosegue la prima grande missione umanitaria di “Geographical Research For Life”. Passate le prime due settimane per organizzare e pianificare i progetti di ricerca e non, il presidente Michael Bolognini e il project manager Contant Lemonde ora sono ai margini della foresta del Mayonbe, portando i propri aiuti in una prima scuola congolese. Tra qualche settimana, invece, i due intrepidi esploratori si addentreranno nella foresta per lavorare nelle scuole più isolate.


© 2013 – 2015, Valentina Colombo. All rights reserved.


2 Comments

hormigon

luglio 19, 2013at 9:23 pm

Great post. I was checking continuously this blog and I’m impressed! Very helpful info specifically the closing phase 🙂 I handle such info much. I was seeking this particular information for a long time. Thanks and good luck.

    Geographical Research Association

    agosto 29, 2013at 8:45 am

    Thanks to you for your friendship!

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"Chi solo sa cosa osservare sa solo cosa vedere per capire"