Non chiamatela impresa

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PIETRO SCIDURLO, PRESIDENTE DI FREEWHEELS

Da Somma Lombardo a piazza San Marco in Canoa: “Non chiamatela impresa”

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SOMMA LOMBARDO – “Non voglio che si parli di impresa ma di percorso nato per la voglia mettersi alla prova per poterlo raccontare e trasmettere tutto ciò che ho fatto, per essere utile agli altri”. Così Pietro Scidurlo, 34enne di Somma Lombardo, fin da piccolo in carrozzina, dopo aver percorso due volte in un anno il cammino di Santiago in handbike, racconta quella che definisce “passeggiata”: in partenza il 28 agosto, percorrerà 500 chilometri in canoa, partendo da Sesto Calende. Meta finale: piazza San Marco, Venezia.

Così, il presidente dell’associazione FreeWheels, sancirà un altro simbolico ma concreto atto del suo messaggio: “Le barriere più grandi sono quelle imposte dalla nostra mente, basta avere la volontà di superarle”.

Con lui, l’amico Michael Bolognini, insegnante di giavellotto della Pro Patria Atletica e presidente della bustocca Geographical Research Association, appena rientrato dopo tre mesi di missione in Congo. “È motivo di orgoglio, per me, partecipare a questo percorso e sono onorato di poter essere di supporto a Pietro”.

Giampiero, uno skipper professionista, li guiderà in questa singolare “pagaiata” in una canoa, mentre i due giovani, che si sono conosciuti in occasione del premio “Toyp 2013” di JCI Varese, saranno a bordo dello stesso mezzo. Intanto, in questi giorni si stanno allenando al “Sestese Canoa di Sesto Calende” dove tutto lo staff li sta aiutando, dando loro tutti gli strumenti necessari per questo viaggio. “Non siamo professionisti – specifica Pietro – ma persone con una grande forza di volontà che desiderano, se non cambiare il mondo, cambiare almeno una parte di esso”.

Saranno minimo dieci i giorni di navigazione, per 6 o 7 ore di pagaiata alla volta. E nel percorso, che comprenderà, tra le altre, Vigevano e Taglio di Po, ci saranno almeno tre dighe da valicare, di cui due automatizzate e una da superare scendendo dalla canoa. Una difficoltà in più quindi, per Pietro, che certo non la individua come un limite.

“Il mio scopo è quella della condivisione, non della performance – precisa il giovane di Somma – Fino a che le persone fanno qualcosa e non lo scrivono, poi chi si ritrova nella stessa situazione, deve ricominciare da capo. Dobbiamo condividere per lasciare una traccia per aiutare chi viene dopo di noi. Fare e raccontare è importante. Ce la si può fare, ci sono difficoltà ma si possono sempre superare. Per me la condivisione è il segreto del mondo”.

Intanto, il prossimo obiettivo è quello di scrivere una guida del cammino di Santiago “visto tramite i miei occhi”: “Oggi non esiste una guida per disabili, la scriverò io – specifica Pietro – Spero di iniziare a farlo il prossimo anno, insieme a degli esperti. Tanti si occupano di vacanze accessibili ma nessuno si occupa di pellegrinaggi”.

Così, dopo il viaggio dell’agosto 2012 e del giugno di quest’anno, il presidente di FreeWheels ripartirà per Santiago, il prossimo anno, per affinare i suoi appunti: “Visiterò tutte le strutture del posto e segnerò ogni utile consiglio”.

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"Chi solo sa cosa osservare sa solo cosa vedere per capire"