Centro Medicale in Congo, missione compiuta per Gra

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Centro Medicale in Congo, missione compiuta per Gra

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Roberto Moroni con il Vescovo di Boma, Cyprien Mbuka_One

Centro Medicale al via a giugno 2015

BUSTO ARSIZIO (VA) – “La fortuna ci ha assistito qui in Congo”. Così Roberto Moroni, segretario di Geographical Research Association di Busto Arsizio, commenta il l’obiettivo raggiunto durante il suo soggiorno in Congo giunge al termine lunedì 25 agosto. In tutto, venti giorni sotto l’ospitalità dei padri comboniani nella capitale, arrivando ad un importantissima conquista: l’accordo tra Gra e la Diocesi congolese con il Vescovo Cyprien Mbuka di un Contratto di Cooperazione Internazionale per lo sviluppo e il sostegno della vita incominciando dalla realizzazione dalla realizzazione del Centro Medicale nel villaggio di Nkoko.

Dalla prima spedizione del presidente Michael Bolognini lo scorso anno, come già dichiarato, il gruppo deve affrontare alcuni ostacoli “causati dall’instabilità amministrativa di alcuni funzionari congolesi”, facendo così ipotizzare ad un cambio di rotta (di sede ma non di progetto), per la costruzione del Centro Medicale nel villaggio di Nkoko. Ma la spedizione del giovane segretario, insieme ai genitori, la madre (e fotografa) Gina Di Dato e il papà Giuseppe, ha portato buoni frutti. “Appena arrivati – spiega Moroni – abbiamo incontrato in Ambasciata il signor Maurizio Solfrini, italiano volontario presso la diocesi di Boma, nel Bas Congo, a pochi chilometri dal villaggio di Nkoko, dove l’anno scorso abbiamo iniziato il progetto”.

“Così – continua il segretario di Gra – dietro suo suggerimento ci siamo recati a Boma per 5 giorni. Ci ha presentati al Vescovo Cyprien Mbuka, che ci ha consigliato di risolvere tutti i problemi andando direttamente al villaggio”.

Consiglio preziosissimo, infatti, tanto da riprendere le redini di quanto iniziato e affondare radici ancora più solide nel progetto, partendo dalla “riconquista” del terreno (5000 metri quadri).

“Il terreno è disponibile per il Centro – spiega Moroni dopo aver siglato l’accordo di cooperazione internazionale per lo sviluppo e il sostegno della vita con il Vescovo Mbuka – e lo costruiremo da zero, con l’appoggio della diocesi di Boma e la supervisione del distretto sanitario di Lukula”.



“Il viaggio da Boma al Nkoko l’ho passato all’aperto sul retro di un pick-up e non mi sono mai divertito così tanto – svela il segretario, entusiasta per la missione portata a termine ma aggiunge – Il villaggio, difficilissimo da raggiungere, è poverissimo e la gente indossa abiti logori, ma nonostante questo mi ha colpito la loro dignità e la loro ospitalità! Meritano il nostro aiuto, infatti siamo stati accolti dal capo villaggio, il quale ha subito sanato i problemi creati dai nostri precedenti contatti congolesi! Ho parlato con il signor Rafael, responsabile del distretto sanitario e la signora Adolphine, responsabile della sanità della Diocesi e siamo arrivati alla definizione dell’accordo tra Gra e la Diocesi con la firma dell’accordo di cooperazione internazionale per lo sviluppo e il sostegno della vita”.

Il Centro sarà lungo 9 metri e largo 7, comprenderà una farmacia, una sala per le visite e un laboratorio per le analisi oltre ai lettini per la degenza. Fornirà assistenza medica a circa 2000 persone dei villaggi intorno a Nkoko.

il terreno dove sorgerà il Centro Medicale

il terreno dove sorgerà il Centro Medicale

Progetto che, ovviamente, richiede la solidarietà di tutti. I mattoni per costruirlo costano 150 franchi congolesi l’uno (circa 12 centesimi di euro). “In tutto ne servono 5000 – sottolinea Moroni – Con circa 600 euro (da inviare subito il prima possibile) possiamo iniziare a fabbricarli e a cuocerli. Così, la costruzione potrà iniziare a giugno 2015, subito dopo la fine della stagione delle piogge e verrà terminata a settembre. Siamo inviarti all’inaugurazione!”.

Insomma, l’appello è rivolto a tutti coloro che volessero abbracciare l’iniziativa. “Essere uno degli artefici di un progetto così grande e così utile alla popolazione locale mi rende orgoglioso e sono grato a Gra e a tutti quelli che hanno permesso di farmi vivere un’esperienza totale, emozionante e gratificante come questa” conclude il segretario dell’associazione.

Intanto, durante il soggiorno, il team ha aggiornato costantemente la pagina Facebook, con fotografie e racconti dell’avventura. Avventura che, in diversi casi, ha portato Gina Di Dato a preferire di non scattare fotografie, “ho trovato troppa povertà, non me la sono sentita” spiega.

Diversi i canali per contattare l’associazione ed effettuare donazioni: codice Iban (IT 73 O 03359 01600 100000077363), sito web www.geographicalresearch.com


© 2014, Valentina Colombo. All rights reserved.


"Chi solo sa cosa osservare sa solo cosa vedere per capire"